IMOLA-NORDKAPP 2012
DIARIO DI VIAGGIO
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La sveglia trilla angosciante: bisogna ripartire anche perchè (e ti pareva), piove e sono stufa di farmi km sotto la pioggia, basta pioggia, ci sta annientando.
Oggi la meta è Oslo. 
Il tempo mette bello: speriamo che sia così, i km da affrontare in tabella non sono pochi, sono 1080, ma voglio vedere lo capitale della Norvegia! Si riparte, ha smesso di piovere dunque, ingenui e speranzosi, non indossiamo l'equipaggiamento da pioggia. Ma dopo 400 km circa, la pioggia ricomincia, (e come scroscia), perciò ci tocca fermarci per vestirci. Ancora tanti i km, ma le autostrade, se cosi possiamo chiamarle, sono belle. Certo, non si può andare veloci, ma il paesaggio è unico: siamo totalmente avvolti dal verde, e tutta questa natura mi incanta e mi perdo dentro tanti pensieri, insieme alla mia musica, mia o per meglio dire nostra compagna di viaggio fin da subito.
Smette anche di piovere, ma noi decidiamo di tenerci addosso la tuta anti pioggia, perché ci isola almeno un po' dal freddo e dal vento. E'ormai ora di cena e siamo quasi al confine tra Svezia e Norvegia: speriamo solo che non ci siano delle strade molto strette, dato che ormai la luce inizia a calare. Ci fermiamo in un'area di servizio per un hot dog condito con una maionese svedese molto gustosa, ma la cosa che mi sta sorprendendo di più, è che tantissima gente si ferma per chiedere informazioni e parlano tutti l'inglese perfettamente… anche le persone anziane! E' sbalorditivo e mi ha fatto capire quanto noi italiani siamo "ignoranti" e non comprendiamo l'importanza delle lingue (a dire il vero nemmeno il nostro Ministero dell'Istruzione deve averla afferrata), io per prima, che pure mi so arrangiare, non posso di sicuro tenere un discorso come riesce a fare, a differenza mia, mio padre che colloquia amabilmente con tutti. Sono quasi le nove, una telefonata a casa ("mamma siamo vivi!", "si ho mangiato", "no, non fa troppo freddo", "dai, non fare tante domande, ti racconto a casa", "si ti passo papà") e si riparte. Oslo stiamo arrivando! Qui si che abbiamo l'autostrada sotto le gomme, un'autostrada che è veramente molto bella, tutta illuminata a led. Intorno è buio e una leggera pioggia, immancabile, si unisce a noi, ma a Oslo manca poco. Facciamo l'ultimo pieno per la giornata, che ci basta per arrivare, e comunque non abbiamo più problemi di trovare benzina: siamo tornati alla normalità. L'hotel è proprio in centro, ma la gente che c'è in giro non è bellissima: tanti barboni e strani figuri di diverse nazionalità… si è vero sono le 2,40 di notte, però quel che vediamo non promette bene, c'è un'aria inquietante. |